Internet 2004Calvo, Ciotti, Roncaglia, Zela
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Tecnologie

Non solo computer

La rete senza fili

Possiamo immaginare Internet come un vero e proprio universo fatto di informazioni, un insieme di mondi dove le distanze geografiche vengono annullate e le informazioni circolano liberamente senza dogane o confini. Per accedere a questo "universo parallelo", fino a qualche tempo fa le strade erano poche e obbligate: linea telefonica, modem e computer, o costose connessioni dedicate, accessibili solo alle università e alle grandi industrie. Oggi, come abbiamo visto, gli strumenti che permettono di accedere alla rete si sono moltiplicati. ISDN e soprattutto ADSL rappresentano valide (e più efficienti) alternative al canonico collegamento via modem e linea commutata, e si sono sviluppate anche tecnologie wireless, che permettono di accedere senza fili e con minori limiti fisici all'universo informativo della rete.

Le connessioni wireless possono dividersi sostanzialmente in tre categorie:

  • quelle via satellite, in cui però, almeno nel caso delle offerte disponibili per utenti privati, l'assenza di fili riguarda al momento solo la ricezione dei contenuti attraverso la parabola: il collegamento di quest'ultima alla scheda-decoder ospitata sul computer rimane di norma un collegamento fisico, e anche l'invio delle richieste al server avviene in genere in maniera tradizionale, via modem;
  • quelle cosiddette WiFi o 'd'ambiente', che prevedono la copertura di un determinato ambiente - ad esempio un ufficio - attraverso una stazione di trasmissione collegata alla rete e denominata wireless access point; i vari computer utilizzeranno, al posto dei cavi, apposite schede di ricezione e trasmissione dati via radio per comunicare con l'access point;
  • quelle effettuate collegando il computer alla rete attraverso un telefonino cellulare dotato dell'apposita interfaccia, o direttamente attraverso un telefonino cellulare fornito della capacità di navigare in rete.

Le reti WiFi (basate sulla classe di protocolli IEEE 802.11) sono sicuramente una delle novità più interessanti degli ultimi anni, e si stanno moltiplicando in maniera esponenziale; la loro diffusione permetterebbe - se esistesse una specifica volontà politica al riguardo - di realizzare vere e proprie aree di connettività aperta, anche piuttosto ampie (vi sono già esperimenti interessanti che prevedono una copertura attraverso reti WiFi di condomini, quartieri e addirittura piccoli paesi). Tuttavia, la connettività WiFi al di fuori di situazioni 'controllate' (un'azienda, un aeroporto, un campus universitario...) è spesso percepita - purtroppo - come un rischio: un rischio per i provider, che preferiscono vendere connettività a singoli utenti e comunque in una situazione garantita da procedure di autenticazione assai rigide; un rischio per la sicurezza dei dati, giacché una rete locale accessibile via WiFi potrebbe essere soggetta ad attacchi da parte di malintenzionati dotati di un portatile con scheda per il collegamento wireless e in grado di operare all'interno dell'area di copertura della rete; un rischio dal punto di vista del controllo di comportamenti illegali, giacché una rete WiFi configurata per accettare connessioni anonime, o le cui procedure di sicurezza siano state superate, può costituire un ottimo punto di partenza per utenti interessati a muoversi in rete in maniera libera da vincoli e controlli.

In realtà, volendo, molti di questi problemi potrebbero essere superati, soprattutto se si fosse disposti a rinunciare al disegno comunque impossibile e vagamente inquietante di un controllo e di una rintracciabilità totale degli accessi alla rete. Ma di fatto la diffusione delle reti WiFi è guardata con un certo sospetto da diversi governi e dalle grandi aziende. Che non riusciranno a bloccarne la diffusione, ma potranno probabilmente regolamentarla in senso restrittivo: nelle 'sale VIP' dei maggiori aeroporti internazionali avremo probabilmente poche difficoltà a collegare a Internet il nostro portatile o il nostro palmare, magari pagando un apposito canone di abbonamento, mentre compiere la stessa operazione dal giardino sotto casa potrebbe risultare assai meno agevole.

La telefonia mobile è indubbiamente l'altra 'nuova frontiera' del wireless; e si tratta di un settore nel quale sigle, standard sempre nuovi, servizi (a pagamento) dalle promesse sempre più mirabolanti sembrano sprecarsi. Ciascuno di noi ha sentito almeno una volta pronunciare sigle come WAP, GPRS o UMTS, magari senza comprenderne veramente il significato e soprattutto il loro vero rapporto con Internet. Vediamo di esaminare insieme, brevemente, alcune di queste tecnologie.

Già alcuni anni fa qualcuno fra i più sofisticati telefonini GSM era dotato di modem e poteva connettersi ai server dei gestori di telefonia mobile acquisendo dati con tecnologia TCP/IP e usufruendo del protocollo WAP per navigare in rudimentali ipertesti. Oggi la maggior parte dei telefonini di 'fascia bassa' permette comunque la navigazione su siti WAP. Lo standard WAP (Wireless Application Protocol) permette di realizzare (tristissimi) mini-siti Web, quasi interamente testuali, e in genere di usabilità decisamente scarsa (anche per la necessità di adattarli ai minuscoli display a cristalli liquidi di telefonini sempre più miniaturizzati). Inizialmente WAP è stato venduto come lo strumento per eccellenza per navigare in Internet con il telefonino. La delusione di coloro che hanno provato a sperimentare questi surrogati di Internet è pari solo allo scoramento derivante dal considerare il rapporto qualità/prezzo di questi servizi.

Sebbene il WAP - limitato anche dalla larghezza di banda possibile attraverso il normale sistema GMS, che non poteva superare la velocità di 9.600 bps - si sia rivelato sostanzialmente un fallimento (in verità non molto difficile da prevedere: nel nostro piccolo, lo avevamo fatto anche noi nella precedente edizione di questo manuale), le compagnie telefoniche non si sono scoraggiate, e sono passate alla commercializzazione del GPRS. Acronimo di General Packet Radio Services, il GPRS permetterebbe, con un calcolo del tutto teorico, di raggiungere velocità superiori ai 96.000 bps; in pratica tuttavia in Italia i gestori difficilmente permettono navigazioni GPRS più veloci di 28.800 bps48.

Il GPRS rappresenta indubbiamente un progresso rispetto al GSM, ne sfrutta gli standard di trasmissione e le infrastrutture, ma utilizza altri protocolli software. Dopo il primo standard cellulare, l'etacs, sono arrivati i GSM, i telefonini di seconda generazione (2G). Il GPRS, evoluzione della seconda generazione, ma non ancora terza, viene comunemente indicato con la sigla 2.5G. Il GPRS si basa su un meccanismo di pay per bit piuttosto che sulla canonica tariffazione a tempo. Questa particolarità, che da un lato tranquillizza l'utente che non ha più il terrore del tempo che passa e della bolletta che lievita, in Italia non si è trasformata in un vantaggio per gli utenti; i gestori di telefonia mobile italiana, infatti, hanno presentato delle formule commerciali per la connettività GPRS che presentano dei costi ancora troppo elevati. I telefonini attualmente disponibili, GPRS classe 10, riescono a navigare e a far navigare (qualora ad essi si colleghino computer portatili o palmari) accoppiando 4 linee - o meglio time slot - in ricezione e 2 in trasmissione.

L'esordio del GPRS non è stato dei più felici: da un lato, la navigazione diretta da telefonino è ostacolata dalla ricordata povertà dei siti WAP e dall'ostinata (e incomprensibile) scelta di sacrificare la leggibilità del display alle dimensioni sempre più ridotte dei telefonini stessi. Dall'altro, l'uso dei telefonini GPRS come modem per il collegamento wireless alla rete di computer portatili e palmari è ostacolato da procedure troppo complesse e costi troppo elevati. È possibile che la situazione cambi con la sempre maggiore diffusione di computer palmari con connettività GPRS integrata e la nascita degli Smart Phone49. Ma nel frattempo si è già affacciata sul mercato una nuova tecnologia, che promette prestazioni assai migliori: l'UMTS, sistema telefonico di terza generazione (3G). I lettori probabilmente ricorderanno le aste statali plurimiliardarie - era ancora tempo di lire - bandite per la vendita delle relative concessioni.

UMTS è uno standard di comunicazione dati studiato ormai da un decennio dall'ITU (International Telecommunications Union), e in particolare dal gruppo di lavoro internazionale IMT-2000. La definizione di questo standard è stata un successo enorme, visto che alla complessa opera di standardizzazione hanno partecipato praticamente tutti gli operatori di comunicazione mobile, satellitare e radio-televisiva, nonché molti produttori di hardware e software, aziende statali ed enti di ricerca di tutto il mondo. La sigla UMTS sta per Universal Mobile Telephone System. L'appellativo di 'universale' deriva dalla caratteristica di riuscire a integrare, in maniera del tutto trasparente per gli utenti, infrastrutture di comunicazione via etere, sia cellulari sia satellitari, e via cavo. UMTS arriva a un transfer rate di oltre 2 Mbps, sia in ricezione sia in trasmissione, e permette di fruire del servizio sull'intera superficie del pianeta, anche se si è in movimento. UMTS si basa su un reticolo strutturato di frequenze che vanno dai 1.900 ai 2.200 Mhz. La sua introduzione richiede però una radicale trasformazione degli standard di radiotrasmissione e dei sistemi di assegnazione dei canali etere. Le norme di trasmissione dati per l'UMTS sono state elaborate dall'UTRA (UMTS Terrestrial Radio Access), e prevedono la divisione delle tradizionali celle di telefonia mobile in una gerarchia di sottocelle: nell'ordine, macro-celle, micro-celle, pico-celle, e micro-pico-celle. La velocità di trasmissione varia a seconda della collocazione dell'utente sul territorio e quindi della cella di riferimento. In un futuro per ora ancora lontano si può ipotizzare che, grazie all'integrazione di connettività satellitarie e radio terrestre, tutto il pianeta sarà coperto da macro-celle che garantiranno una velocità minima di 144 Kbps. La velocità del trasferimento dati aumenterebbe man mano che le celle concentriche si infittiscono (tipicamente nei centri abitati) e il massimo di transfer rate (che come detto è di 2 Mbps) sarà raggiungibile nelle zone coperte da pico-celle.

L'offerta commerciale di servizi UMTS è stata avviata in Italia a inizio 2003 da parte della compagnia specializzata 3, che si è aggiudicata la relativa asta pubblica. Fra fine 2003 e inizio 2004 (anche sulla base del successo o insuccesso commerciale dell'offerta di 3), è prevedibile che offerte di terza generazione arriveranno anche dagli altri gestori di telefonia mobile.

La strategia commerciale di 3, molto aggressiva, si basa più sulla possibilità di effettuare videotelefonate e di inviare con semplicità messaggi multimediali che sulla connettività veloce alla rete. I telefonini utilizzabili con il servizio 3 includono tuttavia un mini-browser Web, in grado di navigare non solo su siti WAP ma anche e soprattutto su normali siti Web, purché realizzati utilizzando un HTML di base e ottimizzati per le piccole (ma non più claustrofobiche) dimensioni dei display dei telefonini, diventati nel frattempo a colori. Anche la possibilità di scaricare filmati, e quella di eseguire direttamente sul telefonino programmini Java (ad esempio giochi) prelevati dalla rete, potrebbero rivelarsi armi vincenti. 3 ha speso moltissimo sia in campagne pubblicitarie, sia nella distribuzione quasi sotto costo dei 'videofonini' abilitati al servizio. Questi costi - e quelli di aggiudicazione dell'asta UMTS - dovranno evidentemente rientrare a spese degli utenti: una scommessa non da poco, che presuppone una larga diffusione dei servizi UMTS e un largo gradimento da parte del pubblico. Per determinare il successo - tutt'altro che assicurato - di questa scommessa occorre che l'offerta di servizi, non solo nel campo delle videotelefonate ma anche in quello delle applicazioni Internet, sia effettivamente utile e innovativa, e occorre probabilmente individuare altre 'killing application' oltre a quella che si ritiene offra la videotelefonia. Tenendo conto che in molti casi le reti WiFi possono costituire una alternativa a basso costo alle connessioni UMTS. Occorre anche, probabilmente, una evoluzione dal lato delle interfacce: una nuova generazione di telefonini tutto-display, di dimensioni più larghe e squadrate, adatti a un uso visualmente meno sacrificato delle possibilità offerte dall'Internet mobile.

Dal PC alla console?

Come già detto, non è solo tramite il computer che è possibile accedere a servizi di rete. Qualche anno fa si era ipotizzata la possibilità della diffusione di network computer, terminali poco potenti e poco versatili, esplicitamente dedicati alla navigazione su Internet. Oggi, dopo il sostanziale fallimento commerciale dell'esperimento network computer, appaiono altre tendenze, sebbene non ancora perfettamente delineate e certe. Se si dovesse fare una scommessa su quali saranno gli strumenti che potranno in futuro rappresentare un'alternativa di massa al personal computer per accedere a Internet e in particolare al Web, si potrebbe puntare probabilmente su un'evoluzione dei decoder televisivi e delle attuali console per videogame. Come si è accennato altrove, le principali case costruttrici di console (Sony e Microsoft) prevedono già la possibilità di far navigare le loro game machine in rete per poter accedere ad aree ludiche collettive. Dobbiamo quindi immaginare quale potrebbe essere l'impatto sul mercato di una macchina semplicissima da mettere in funzione (nessuno ha mai dovuto affrontare il problema dell'"installazione" di una console), con la quale si possano vedere DVD, leggere DVD-ROM, ascoltare musica, giocare in locale o in rete interagendo con altri giocatori remoti, navigare sul web, il tutto attraverso lo schermo di un normale televisore.

Dietro a questo successo annunciato, vediamo anche qualche pericolo di tipo culturale. Per esempio, lo stereotipo che vede in tutti i giovani appassionati di videogiochi dei veri e propri esperti di computer inizia a vacillare. Molti fra i videogiocatori più giovani, infatti, si fermano oggi al banale e acritico utilizzo della console, mentre le generazioni precedenti per giocare si dovevano impegnare a installare driver, utilizzare crack, scambiarsi informazioni in rete, e così via. Il fatto che si vada verso una semplificazione tecnologica può sicuramente allargare la sfera degli utenti della rete, ma può anche ridurre la loro capacità operativa, e talvolta anche la loro capacità critica.

Anche se nasceranno macchine più specializzate e più semplici, il personal computer è comunque, e rimarrà ancora per diverso tempo, il mezzo più efficiente e più diffuso per navigare in Internet. Investire del tempo per comprendere al meglio i suoi meccanismi di funzionamento, le sue caratteristiche hardware e software, le sue potenzialità di strumento per la produzione, l'elaborazione, la gestione e la condivisione di informazione, è dunque sicuramente vantaggioso. Guardare in avanti, e prevedere il futuro delle nuove tecnologie, è sempre difficile: per sperare in qualche successo, occorre conoscere bene il proprio presente e (molto spesso) anche il proprio passato. Giacché in ogni caso, quale che sia il futuro di Internet, la conoscenza delle tecnologie, degli strumenti per la comunicazione di rete, delle strategie più efficaci per il loro uso, rappresenta l'unica vera arma a disposizione degli utenti per garantire che la rete stessa resti libera, aperta e culturalmente produttiva. È anche per questo che ogni anno, non senza fatica, ci ritroviamo a scrivere gli aggiornamenti di questo libro e a pubblicarne gratuitamente in rete il testo. Conoscere e far conoscere la rete significa avere la garanzia che Internet rimarrà a lungo un luogo d'incontro libero e democratico.

Note

  1. (torna) Il limite teorico della velocità di trasmissione raggiungibile con la tecnologia GPRS è di 171,2 Kbps. GPRS sfrutta le normali frequenze GSM (900 Mhz o 1.800 Mhz). Mentre GSM utilizza singole frazioni (time slot) di canali da 200 Mhz impiegandole interamente per una singola conversazione, il GPRS accoppia 4 degli otto time slot dei canali da 200 Khz per la ricezione dati e 2 per la trasmissione. Con le tecniche di compressione dei protocolli GPRS per ognuno degli 8 canali in cui si divide la banda base di 200 Khz si può raggiungere la velocità di 14.4 Kbps. In futuro, si può ipotizzare, che saranno attivate delle reti GPRS in grado di unire 8 canali in ricezione e 8 in trasmissione sfiorando il limite fisico dello standard con connessioni da 115.2 Kbps.
  2. (torna) Gli Smart Phone sono dei telefonini che integrano nativamente anche tutte le funzioni di un computer palmare.
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